Serie A

La stagione incolore della Juventus: cosa non ha funzionato

stagione juventus


Per la Juventus, si è trattato di una stagione in cui gli alti sono stati molto meno frequenti rispetto ai bassi. Anche i più fervidi appassionati di pronostici, che sono soliti giocare con slot con bonus senza deposito, sono rimasti estremamente delusi dalle prestazioni della compagine bianconera, ben al di sotto delle usuali aspettative.

La squadra guidata in panchina da Max Allegri, infatti, ha iniziato in maniera estremamente rallentata. La primissima parte di campionato è stata decisamente balbettante e ha pesato inevitabilmente su tutto il prosieguo della stagione, dato che la Juventus ha perso punti che avrebbero potuto rivelarsi decisivi nella corsa verso il tricolore.

Qualche gol di troppo subito, ma non è stato quello il problema principale

C’è stato un aspetto che più di tutti gli altri non sembra aver funzionato affatto nella stagione che si è da poco conclusa per la Juventus. Stiamo facendo riferimento al gravoso problema nell’andata in rete. La fase offensiva, per larghi tratti del campionato, è stata a dir poco imbarazzante. Tutto questo nonostante in fin dei conti la retroguardia ha subito 37 reti, quarta miglior difesa di tutta la serie A.

Per quanto concerne la pochezza offensiva, in effetti qualche scusante ci potrebbe anche essere. Prima di tutto, la partenza di Cristiano Ronaldo all’ultimo secondo, poco prima del gong legato alla fine del calciomercato. Moise Kean al rientro, apparso ancora una volta troppo incerto e incostante con la maglia bianconera, i continui problemi dal punto di vista fisico di Paulo Dybala, che l’hanno tenuto troppo di frequente lontano dal campo. Infine, il doppio infortunio di Chiesa, che ha chiuso troppo presto la stagione.

Insomma, se è vero che Allegri ha potuto godere davvero molto di rado dei suoi giocatori titolari tutti insieme, è altrettanto reale non accampare più di tante giustificazioni allo spettacolo che è stato offerto spesso in campo. Il problema principale è legato al fatto di aver costruito veramente pochissimo in ogni partita. Per provare a invertire il trend, la dirigenza bianconera ha scelto di rinforzare la squadra durante il calciomercato di gennaio con l’acquisto di Dusan Vlahovic, ma nemmeno lui, insieme a Zakaria, ha rappresentato un cambiamento dal punto di vista della produzione offensiva.

Un attacco fin troppo zoppicante

Ci sono alcuni dati che spiegano alla perfezione, in certi casi, le difficoltà incontrate da una squadra nel corso della stagione. Ebbene, la Juventus ha chiuso il campionato con l’undicesimo attacco. Complessivamente, è riuscita a fare peggio sia del Verona che dell’Udinese o del Sassuolo. Insomma, non proprio compagini che sono in lotta per lo scudetto.

Non solo, dato che con questa nuova gestione di Max Allegri, che in realtà per la mentalità adottata sembra ancora quella di qualche anno fa, sono stati siglati spesso e volentieri dei record negativi. Giusto per fare un esempio, non accadeva dal lontano 1968/69 che la Juventus terminasse una stagione in Serie A senza aver vinto mai nemmeno in un’occasione con almeno due reti di differenza. Solo in due gare tutto questo è avvenuto: ovvero, in Champions League contro lo Zenit durante la fase a gironi e poi in Coppa Italia nella sfida alla Sampdoria.

E d’altro canto, i dati in fin dei conti difficilmente mentono. Alla fine della stagione sono arrivati 70 miseri punti totali, che si suddividono in maniera equa tra le partite che vengono disputate allo Juventus Stadium e quelle lontano dalle mura amiche. Si deve ripartire, però, da qualche aspetto positivo, che comunque c’è stato. Ad esempio, il girone di ritorno è stato importante, decisamente un’altra musica rispetto alla prima parte di campionato. Fino alla partita persa a casa contro l’Inter, la Juve ha realizzato la striscia di imbattibilità più lunga nei cinque più importanti campionati a livello europeo, ovvero per 16 gare consecutive.




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