Il Milan valuta un colpo di spessore per rinforzare la difesa nel mercato di gennaio: Kim Min-jae, centrale sudcoreano attualmente al Bayern Monaco. Un profilo che i rossoneri conoscono bene e che potrebbe diventare un’opportunità concreta nella seconda parte della stagione.
L’interesse è reale, ma l’operazione resta complessa per due motivi chiave, entrambi legati ai numeri.
Primo ostacolo: costo e formula dell’operazione
Il Bayern valuta Kim tra i 35 e i 40 milioni di euro, una cifra fuori portata per un acquisto immediato. Per questo motivo il Milan sta lavorando su una formula di prestito:
prestito oneroso da 5-7 milioni
diritto di riscatto fissato tra 30 e 35 milioni
possibile trasformazione in obbligo legato a presenze o qualificazione Champions
La distanza tra le parti riguarda soprattutto le garanzie future richieste dal club tedesco.
Secondo ostacolo: lo stipendio
Il nodo principale resta l’ingaggio. Kim percepisce al Bayern uno stipendio vicino ai 9 milioni di euro netti a stagione, ben oltre il tetto salariale del Milan.
Per rendere l’operazione sostenibile, le ipotesi sul tavolo sono:
contributo del Bayern su almeno il 40-50% dello stipendio
riduzione temporanea dell’ingaggio per i primi sei mesi
contratto spalmato su più anni con bonus legati a rendimento e obiettivi
Senza un compromesso su questo punto, l’affare difficilmente potrà chiudersi.
Perché il Milan ci pensa seriamente
Kim Min-jae garantisce fisicità, esperienza internazionale e affidabilità immediata. In questa stagione ha collezionato oltre 1.800 minuti tra campionato e coppe, mantenendo una media superiore a 4 duelli vinti a partita e un’alta percentuale di passaggi riusciti.
Il giocatore gradirebbe un ritorno in Serie A e il Milan monitora la situazione, pronto ad affondare il colpo se i costi rientreranno nei parametri.
Il dossier resta aperto: gennaio è lungo, ma la sensazione è che, superati questi due ostacoli, la pista Kim possa improvvisamente scaldarsi.
