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Juve vs Napoli, il piano per fermare McTominay: così i bianconeri possono arginare l’uomo chiave di Conte

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La sfida di domenica sera tra Juventus e Napoli non è solo una questione di classifica o rivalità storica.
È anche, e soprattutto, una partita che potrebbe decidersi nel cuore del campo, dove il Napoli ha trovato in Scott McTominay uno dei suoi principali fattori di equilibrio e impatto.

Non a caso, proprio lo scozzese ha presentato il match ai microfoni di Sky parlando di una sfida “durissima”, ricordando quanto i tifosi sentano il confronto con la Juve e ribadendo la volontà di tornare a vincere con continuità.


Perché McTominay è diventato centrale nel Napoli

Arrivato come rinforzo di peso internazionale, McTominay si è rapidamente imposto come centrocampista totale:

  • fisico dominante

  • grande capacità di inserimento

  • aggressività nei duelli

  • presenza costante nelle seconde palle

Nel Napoli attuale è spesso lui a:

  • rompere il pressing avversario

  • accompagnare l’azione offensiva

  • dare copertura quando la squadra si allunga

È il classico giocatore che non fa sempre notizia, ma che cambia il volto delle partite.


Il problema per la Juventus: limitarlo senza scoprirsi

La Juventus sa bene che lasciare campo e tempi di inserimento a McTominay è un rischio enorme, soprattutto contro una squadra che ama verticalizzare rapidamente.

Per questo, lo staff bianconero starebbe ragionando su una strategia chiara:
👉 non marcarlo a uomo fisso, ma togliergli ritmo e profondità.


Le mosse tattiche possibili della Juve

1. Blocco centrale e densità tra le linee

La prima chiave potrebbe essere chiudere le corsie centrali, costringendo McTominay a ricevere spalle alla porta e lontano dall’area.
Meno campo davanti a sé significa meno strappi e meno inserimenti pericolosi.


2. Raddoppi “intelligenti” sulle seconde palle

McTominay è devastante quando arriva in corsa.
La Juve potrebbe puntare su raddoppi preventivi, soprattutto dopo respinte e palloni vaganti, affidando a centrocampisti di equilibrio il compito di “sporcare” ogni sua ricezione.


3. Pressione selettiva, non costante

Un pressing continuo rischierebbe di liberare spazi alle spalle.
Più probabile una pressione a fasi, alternando momenti di attesa a improvvise aggressioni, per non permettergli di prendere fiducia e ritmo.


4. Farlo difendere (e stancarlo)

Un’altra arma è costringerlo a lavorare all’indietro.
Attaccare la sua zona, soprattutto con inserimenti dei centrocampisti juventini, può togliergli lucidità offensiva e limitarne l’impatto nel secondo tempo.


Le parole di McTominay e il peso mentale della sfida

Nelle sue dichiarazioni, McTominay ha sottolineato:

  • il valore storico della sfida

  • la difficoltà di affrontare una Juve “molto forte, anche offensivamente”

  • la necessità di massima concentrazione e applicazione

Ha anche ricordato il suo esordio da titolare contro la Juve, definendolo emozionante nonostante il risultato, e ha parlato con onestà del momento del Napoli, tra infortuni e risultati altalenanti.

Segnale di un giocatore consapevole del proprio ruolo, ma anche della pressione che una partita del genere porta con sé.


La chiave del match

Se la Juventus riuscirà a:

  • togliere campo a McTominay

  • sporcarne le ricezioni

  • impedirgli di attaccare l’area in corsa

avrà fatto un passo enorme verso il controllo della partita.

Se invece lo scozzese riuscirà a liberarsi dai vincoli tattici e a incidere come ha fatto in altre gare, il Napoli avrà un vantaggio concreto.


Conclusione

Juve–Napoli passa anche, forse soprattutto, da qui. Non solo gol e attaccanti, ma una battaglia silenziosa a centrocampo. McTominay lo sa, la Juventus lo sa. E domenica sera, ogni suo movimento potrebbe fare la differenza.

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