Dusan Vlahovic e la Juventus vanno avanti, ma sul rinnovo il clima resta gelido. Il punto non è più capire se il dossier sia delicato: lo è da mesi. Il punto vero è che adesso il tempo stringe davvero, perché il contratto del centravanti serbo scade il 30 giugno 2026 e i colloqui per il prolungamento, secondo le ultime indiscrezioni, sono stati di fatto rinviati alla fine della stagione.
È qui che nasce il sospetto più pesante per il mondo bianconero: la Juventus rischia di arrivare all’estate con un attaccante fortissimo, ancora centrale a livello mediatico, ma sempre più complicato da gestire economicamente. Vlahovic, infatti, resta il giocatore più pagato della rosa. Capology lo indica a circa 22,22 milioni di euro lordi annui, cifra che lo colloca in cima al monte ingaggi juventino 2025-26; la stessa base dati lo segnala anche come il più pagato dell’intera Serie A. Capology precisa che si tratta di stime e non di dati ufficiali, ma il quadro generale è coerente con i report circolati da mesi: il suo attuale stipendio è fuori scala rispetto alla nuova linea di sostenibilità del club.
La frizione, in sostanza, è tutta qui. Da una parte c’è la Juventus, che vuole evitare di trascinarsi verso la scadenza con un contratto pesantissimo e con il rischio concreto di perdere potere negoziale. Dall’altra c’è Vlahovic, che sa perfettamente di avere ancora un profilo internazionale e che non sembra orientato ad accettare a cuor leggero un taglio drastico dell’ingaggio. Diverse ricostruzioni delle ultime settimane parlano infatti di una proposta bianconera impostata su una forte riduzione salariale, con un nuovo accordo attorno ai 6-7 milioni netti a stagione, ben lontano dai livelli del contratto attuale.
Ed è proprio questo scarto a rendere tutto esplosivo. Perché quando passi da un centravanti che oggi pesa così tanto sul bilancio a un’ipotesi di rinnovo quasi dimezzata, non stai trattando un semplice prolungamento: stai chiedendo al giocatore di ridiscutere il proprio status economico e gerarchico dentro il club. Non a caso, i segnali arrivati negli ultimi giorni raccontano di contatti raffreddati e di una decisione pratica: rimandare ogni discorso vero a fine campionato, quando la Juventus avrà più chiaro anche il quadro sportivo ed economico della prossima stagione.
Il paradosso è che Vlahovic resta uno degli asset più pesanti della rosa anche sotto il profilo contabile. Nel report finanziario ufficiale bianconero al 31 dicembre 2024, il valore residuo a bilancio del serbo risulta pari a 29,326 milioni di euro, mentre il contratto viene confermato in scadenza nel giugno 2026. In termini pratici, significa che la Juventus si avvicina a una finestra di mercato decisiva: o rinnova a condizioni sostenibili, o valuta seriamente una cessione, oppure entra nell’ultimo anno di contratto con una posizione molto più debole.
E qui arriva il lato più brutale della storia. Se non si sblocca il rinnovo, Vlahovic diventa automaticamente uno dei grandi casi del mercato estivo. Non solo perché è un nome che muove interesse, ma perché la Juve non può permettersi leggerezze su un ingaggio del genere. Tenere congelato il dossier troppo a lungo significherebbe esporsi al doppio rischio: perdere valore negoziale sul cartellino e continuare a sopportare il salario più pesante della squadra.
Il club, peraltro, ha già mostrato nei documenti ufficiali quanto tenga sotto controllo la struttura dei costi e dei contratti. Nella documentazione societaria pubblicata nel 2024, Juventus indicava Vlahovic tra i giocatori con accordo in scadenza nel 2026, dettaglio che oggi pesa molto di più rispetto a un anno fa perché il calendario si è accorciato e la soluzione definitiva non è ancora arrivata.
Il quadro, quindi, è chiaro: dialoghi freddi, rinnovo congelato, nuovi incontri rinviati più avanti e un’estate che può trasformarsi in resa dei conti. Sullo sfondo restano tutte le variabili classiche delle grandi trattative: Champions, offerte dall’estero, volontà del giocatore, margini per una mediazione. Ma oggi la sensazione è una sola: tra Vlahovic e la Juventus il nodo non è tecnico, è economico e strategico. E quando succede questo, il mercato comincia a bussare forte.
Per questo il dossier va letto senza giri di parole. Vlahovic non è ancora fuori dal progetto, ma neppure davvero blindato. Il rinnovo non è saltato ufficialmente, però è fermo in una zona grigia che nel calcio moderno spesso anticipa gli strappi veri. E se i prossimi incontri non porteranno una svolta concreta, la Juventus si ritroverà davanti alla decisione più scomoda di tutte: abbassare le pretese, riaprire davvero alla cessione o convivere con il rischio di vedere il proprio centravanti avvicinarsi pericolosamente alla scadenza.
