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Spalletti stop alla cessione di David: per la Juventus è fondamentale

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Jonathan David torna al centro del progetto Juventus proprio quando sembrava destinato a diventare uno dei nomi caldi del mercato estivo. Nelle ultime settimane, attorno all’attaccante canadese si era rafforzata l’idea di una possibile partenza, anche perché il suo arrivo a parametro zero dal Lille nell’estate 2025 rende l’eventuale cessione molto interessante anche sul piano contabile. La Juventus lo ha messo sotto contratto fino al 30 giugno 2030 e, al netto del costo zero del cartellino, ha sostenuto oneri accessori per 12,5 milioni di euro; secondo la Gazzetta, il suo accordo prevede inoltre 6 milioni netti più bonus.

Proprio per questo, fino a pochi giorni fa, la pista di una sua uscita estiva sembrava concreta. Tuttosport ha scritto che in dirigenza stava prendendo quota l’idea di non opporsi a una cessione, anzi perfino di valutarla con favore, perché un’eventuale vendita genererebbe una plusvalenza quasi automatica. Lo stesso quotidiano sottolinea che, a fronte del costo zero del cartellino, qualsiasi incasso rappresenterebbe un segno positivo a bilancio, pur considerando i costi accessori sostenuti dal club.

Adesso però lo scenario si sta muovendo. Secondo Tuttomercatoweb, Luciano Spalletti avrebbe “tirato il freno” sulla cessione dopo aver visto segnali di crescita concreti nel canadese, a partire dalla prova contro il Bologna. In quella gara David non solo ha segnato il gol dell’1-0 dopo appena due minuti, ma ha anche dato il via all’azione che ha portato al raddoppio di Thuram, dettaglio che avrebbe colpito positivamente l’allenatore bianconero. La Juventus ha poi vinto 2-0, consolidando il quarto posto e portandosi a +5 su Como e Roma.

Il punto è proprio questo: David ha ricominciato a mandare messaggi da centravanti utile, non solo da nome da piazzare sul mercato. I numeri stagionali in Serie A non sono ancora quelli di un attaccante dominante, ma raccontano comunque un rendimento che può essere rivalutato: 6 gol, 4 assist e 1.591 minuti nel campionato 2025-26, con il Bologna come ultima conferma di una fase più viva. In un finale di stagione così delicato, e con Milan-Juventus del 26 aprile alle porte, la sua candidatura resta apertissima.

C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare: il lato umano. David stesso, il 15 aprile, ha smentito in modo netto le voci su un presunto isolamento nello spogliatoio. A TSN Canada ha spiegato che quelle ricostruzioni “non erano vere” e di passare molto tempo con i compagni, aggiungendo di andare d’accordo con il gruppo. Una frase che pesa, perché negli ultimi mesi il rumore attorno alla sua posizione non era stato solo tecnico, ma anche ambientale.

È qui che entra davvero in gioco Spalletti. Se un allenatore percepisce che un attaccante si è integrato, non crea polemiche e soprattutto ricomincia a incidere dentro le partite, la valutazione cambia. Non significa che David sia diventato improvvisamente incedibile, ma che la Juventus non può più trattarlo come una semplice operazione finanziaria da chiudere in estate. Il tecnico, secondo quanto emerso, vorrebbe averlo in ritiro per poterlo valutare dall’inizio della preparazione, cosa che quest’anno non ha potuto fare.

In controluce, questa vicenda dice anche altro sul mercato bianconero. Se David rientra davvero nei pensieri di Spalletti, la Juventus dovrà ricalibrare le proprie priorità offensive. Non è più soltanto una questione di chi parte, ma di chi il club decide di tenere come base del nuovo attacco. E in un reparto dove le gerarchie sono state mobili per mesi, il canadese si sta rimettendo in corsa proprio nel momento in cui sembrava più vicino alla lista delle possibili uscite.

La sensazione, oggi, è che Jonathan David si stia giocando molto più di un finale di stagione: si sta giocando il diritto di restare davvero dentro il progetto Juventus. E Spalletti, almeno per ora, non sembra più disposto a lasciarlo andare con leggerezza.

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