La storia tra Stephan El Shaarawy e la Roma è arrivata ai titoli di coda. L’attaccante classe 1992 ha annunciato l’addio ai giallorossi con una lunga lettera sui social, spiegando che il derby sarebbe stato la sua ultima partita all’Olimpico con la maglia della Roma. Il contratto è in scadenza il 30 giugno 2026 e, salvo clamorosi ripensamenti, non verrà rinnovato.
Per i tifosi romanisti è un addio pesante, non solo tecnico ma soprattutto emotivo. El Shaarawy è stato uno di quei giocatori capaci di attraversare cicli, allenatori, momenti difficili e serate europee senza mai rompere davvero con l’ambiente. Non è stato sempre titolare, non è stato sempre al centro del progetto, ma è rimasto una figura riconoscibile della Roma degli ultimi anni.
La domanda ora è inevitabile: dove giocherà El Shaarawy nella prossima stagione?
Perché l’addio alla Roma è diventato inevitabile
Il punto di partenza è semplice: El Shaarawy va verso i 34 anni, arriva a fine contratto e rappresenta un profilo ancora utile, ma non più centrale in un progetto che la Roma vuole rinnovare. Nei giorni precedenti sembrava esserci ancora qualche spiraglio, con Sky che aveva raccontato come Gasperini si fosse speso anche per i rinnovi di Celik ed El Shaarawy. Poi, però, è arrivato il messaggio del giocatore, trasformando il possibile rinnovo in un addio ufficiale.
Dal punto di vista economico, il Faraone resta un calciatore con un ingaggio importante per molte squadre di Serie A. Capology stima per la stagione 2025/26 uno stipendio lordo da 4,63 milioni di euro con la Roma, in scadenza al 30 giugno 2026. Non è una cifra proibitiva per una big, ma diventa molto pesante per club di fascia media se non accompagnata da una forte riduzione salariale.
Ipotesi 1: ritorno al Genoa, la pista più romantica
La destinazione più suggestiva è il Genoa. El Shaarawy è cresciuto calcisticamente nel club rossoblù e un ritorno a Marassi avrebbe il sapore della chiusura del cerchio. Sarebbe una scelta emotiva, identitaria, perfetta per un giocatore che potrebbe cercare continuità, affetto e un ruolo da riferimento tecnico in uno spogliatoio meno carico di pressioni rispetto a Roma.
La pista non è solo romantica: già nelle scorse settimane erano emerse indiscrezioni su un possibile interesse del Genoa, con l’ostacolo principale rappresentato proprio dall’ingaggio. Secondo Goal, lo stipendio netto attuale del giocatore sarebbe fuori scala rispetto ai parametri rossoblù e l’eventuale operazione avrebbe senso solo con un forte taglio salariale.
Probabilità stimata: alta, se El Shaarawy accetta di ridursi l’ingaggio.
Il Genoa è la pista più narrativa e forse la più naturale, ma deve diventare sostenibile economicamente.
Ipotesi 2: una medio-alta di Serie A, da Torino a Fiorentina
La seconda pista porta a una squadra italiana di fascia medio-alta. Club come Torino, Fiorentina o realtà ambiziose alla ricerca di esperienza potrebbero vedere in El Shaarawy un’occasione interessante a parametro zero: giocatore italiano, internazionale, abituato alle pressioni, utilizzabile da esterno offensivo, seconda punta o quinto di centrocampo in situazioni specifiche.
Il vantaggio è evidente: non c’è cartellino da pagare. Lo svantaggio, però, è altrettanto chiaro: a 33 anni, El Shaarawy non può essere un investimento tecnico di lungo periodo. È più un profilo da completamento intelligente della rosa, utile per alzare qualità ed esperienza nell’immediato.
Probabilità stimata: medio-alta.
Se resta in Italia, oltre al Genoa questa è la categoria di club più credibile: squadre che vogliono esperienza senza spendere sul cartellino.
Ipotesi 3: estero, con Turchia e Grecia da monitorare
Un’altra possibilità concreta è l’estero europeo. Turchia e Grecia sono mercati spesso attenti a giocatori esperti, tecnici e ancora riconoscibili a livello internazionale. El Shaarawy avrebbe il profilo perfetto per club che vogliono aggiungere qualità offensiva, nome e duttilità senza dover investire in un trasferimento oneroso.
La Turchia, in particolare, potrebbe essere una pista da non sottovalutare: il campionato è competitivo, economicamente attrattivo per determinati profili e abituato a valorizzare giocatori con esperienza in Serie A. La Grecia, invece, potrebbe offrire un contesto meno logorante ma comunque ambizioso, soprattutto se dovesse arrivare una proposta da una squadra impegnata nelle coppe europee.
Probabilità stimata: media.
Dipenderà molto dalle offerte economiche e dalla voglia del giocatore di restare vicino al calcio italiano o vivere un’ultima esperienza internazionale.
Ipotesi 4: Arabia, Qatar o MLS, la scelta economica
La pista extraeuropea resta sempre sul tavolo. El Shaarawy conosce già il calcio fuori dall’Europa: nel 2019 lasciò la Roma per il Shanghai Shenhua, prima di rientrare poi in giallorosso. Questo precedente rende meno fantasiosa l’idea di una nuova esperienza lontano dalla Serie A, soprattutto se dovesse arrivare una proposta importante da Arabia Saudita, Qatar, Emirati o MLS.
Questa sarebbe la scelta più economica e meno tecnica. A parametro zero, El Shaarawy può diventare appetibile per campionati che cercano giocatori di nome, ancora integri fisicamente e con appeal mediatico. La MLS, in particolare, potrebbe essere una soluzione elegante per stile di vita e visibilità; il Medio Oriente, invece, potrebbe garantire l’offerta più alta.
Probabilità stimata: media.
Scenario credibile se la priorità diventasse il contratto. Meno probabile se il Faraone volesse restare competitivo in Europa.
Dove andrà davvero El Shaarawy?
Ad oggi, la sensazione più realistica è questa: Genoa in pole sentimentale, Serie A medio-alta come alternativa sportiva, estero come opzione economica. Se El Shaarawy vorrà sentirsi ancora protagonista in Italia, il ritorno al Genoa sarebbe la destinazione più forte sul piano narrativo. Se invece cercherà un progetto più competitivo, una squadra come Torino o Fiorentina potrebbe offrirgli un contesto interessante, soprattutto senza costo di cartellino.
La vera discriminante sarà l’ingaggio. A parametro zero, El Shaarawy può attirare tante squadre. Ma per restare in Serie A dovrà probabilmente accettare un contratto più leggero rispetto agli standard romanisti. Se invece arriverà un’offerta ricca dall’estero, la scelta potrebbe cambiare rapidamente.
Una cosa, però, è già certa: il Faraone non sarà un nome qualunque del mercato estivo. Dopo anni di Roma, esperienza, gol pesanti e un legame forte con la piazza, la sua prossima squadra non prenderà soltanto un esterno offensivo. Prenderà un giocatore simbolico, abituato ai riflettori e ancora capace di accendere una partita con una giocata.
