La nuova Juventus non è ancora nata, ma il primo campanello d’allarme sembra già suonare forte alla Continassa. Mancano pochi giorni al raduno del 13 luglio e Luciano Spalletti rischia di ritrovarsi davanti una squadra molto simile a quella che avrebbe dovuto essere rivoluzionata.
E per i tifosi juventini la domanda diventa inevitabile: si sta davvero costruendo una Juve da rilancio o si sta perdendo tempo prezioso?
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico bianconero avrebbe iniziato a mostrare segnali di preoccupazione. Dopo una stagione chiusa con enorme delusione e con il sesto posto in campionato, l’ambiente si aspettava una reazione immediata. Invece, a pochi giorni dalla ripartenza ufficiale, il mercato non ha ancora consegnato a Spalletti i rinforzi chiave.
Spalletti aspettava risposte, ma la Juve è ancora incompleta
La priorità della Juventus è chiara: servono un portiere e un centravanti. Due ruoli centrali, non semplici dettagli. Due caselle che possono cambiare il volto di una squadra oppure lasciarla sospesa nella stessa incertezza dell’ultima stagione.
Per l’attacco resta viva la pista Randal Kolo Muani. Spalletti spera di averlo quanto prima a disposizione, perché il reparto offensivo ha bisogno di peso, profondità e soprattutto gol. Il problema è che, al momento, l’affare non è ancora chiuso.
E qui nasce il primo grande motivo di ansia per il popolo bianconero: la Juve può davvero presentarsi al raduno senza il centravanti titolare?
Il nodo portiere fa tremare i tifosi
La questione più delicata, però, sembra essere quella del portiere. Spalletti avrebbe sperato di lavorare con un profilo di altissimo livello come Alisson, ma il Liverpool non sembra intenzionato ad aprire alla cessione del brasiliano.
L’alternativa Emiliano Martinez resta complicata. L’Aston Villa chiede circa 10 milioni di euro e la Juventus non vorrebbe investire una cifra simile per un portiere di 34 anni. Anche gli altri nomi valutati, tra cui Vicario del Tottenham, non sembrano aver convinto del tutto.
Tradotto: a pochi giorni dal raduno, la Juve non ha ancora risolto uno dei ruoli più sensibili dell’intera rosa.
Muharemovic può tornare, ma non basta per calmare la piazza
Un altro dossier caldo riguarda Tarik Muharemovic. Il suo ritorno dal Sassuolo aiuterebbe numericamente la difesa, soprattutto per la presenza di un centrale mancino in più. Ma anche in questo caso l’affondo definitivo non è ancora arrivato.
E soprattutto, diciamolo chiaramente: Muharemovic può essere utile, ma non è il colpo che fa sognare i tifosi. Non è il nome che cambia la percezione della nuova Juventus. Non è il segnale forte che una piazza ferita si aspettava dopo mesi di delusioni.
Il rischio è partire già in ritardo
Il vero problema non è soltanto chi manca. Il vero problema è il tempo.
Spalletti è un allenatore che ha bisogno di lavorare sulle idee, sui movimenti, sulle distanze, sulla costruzione dal basso e sui meccanismi offensivi. Se i rinforzi arrivano tardi, il rischio è iniziare la stagione con una squadra ancora da assemblare.
E dopo un’annata fallimentare, la Juventus non può permettersi un’altra partenza lenta. I tifosi chiedono risposte immediate, non promesse. Chiedono una squadra pronta, non un cantiere aperto fino agli ultimi giorni di agosto.
Il mercato fermo è già un messaggio pericoloso
Il cambio dirigenziale, con l’arrivo di Giovanni Carnevali dopo la separazione da Damien Comolli, ha acceso curiosità e aspettative. Ma ora servono i fatti.
Perché mentre fuori dal campo la Juve ha cambiato assetto, dentro il campo la rosa sembra ancora troppo simile a quella che ha deluso. E questa è la parte che spaventa di più i tifosi: la sensazione che la rivoluzione promessa sia ancora ferma sulla carta.
Il punto è semplice: Spalletti può anche dare un’identità alla squadra, ma senza rinforzi nei ruoli chiave il margine di manovra si riduce. E se il tecnico comincia già a fremere prima ancora del raduno, allora la domanda diventa inevitabile.
La Juve sta preparando il rilancio o sta rischiando di bruciare un’altra stagione ancora prima di cominciare?
Sui social il dibattito è già pronto a esplodere. C’è chi chiede pazienza, chi si fida della nuova dirigenza e chi invece vede in questo immobilismo un déjà-vu pericoloso.
Una cosa è certa: il 13 luglio si avvicina. E se alla Continassa si presenterà una Juventus ancora incompleta, la pressione su società e mercato diventerà subito altissima.
