Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia. Per convincerlo è stato costruito un incarico con poteri molto ampi, ma l’ex capitano del Milan avrebbe accettato uno stipendio nettamente inferiore rispetto a quello percepito in rossonero.
Paolo Maldini torna ufficialmente a vestire l’azzurro, questa volta senza scarpini. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò gli ha affidato il ruolo di direttore tecnico federale e presidente del Club Italia, mettendolo al centro del progetto chiamato a ricostruire il calcio italiano.
L’annuncio è arrivato direttamente dalla Federazione, che ha confermato anche l’ingresso di Leonardo come advisor. I due tornano quindi a lavorare insieme dopo l’esperienza condivisa nella dirigenza del Milan.
Quanto guadagnerà Maldini in FIGC
La cifra precisa dello stipendio non è stata resa pubblica né dalla FIGC né dallo stesso Maldini. La Gazzetta dello Sport parla però di un contratto quadriennale sottoscritto a condizioni economiche particolarmente favorevoli per la Federazione.
Le indiscrezioni disponibili indicano un compenso ben inferiore al milione di euro a stagione. La valutazione più attendibile colloca l’ingaggio nell’ordine di alcune centinaia di migliaia di euro annuali.
In termini concreti, Maldini potrebbe quindi percepire indicativamente tra 500.000 e 800.000 euro lordi a stagione, anche se questa forbice rappresenta una stima e non una cifra ufficialmente confermata. Su quattro anni, il valore complessivo dell’accordo potrebbe dunque aggirarsi tra i 2 e i 3,2 milioni di euro lordi, esclusi eventuali premi legati ai risultati della Nazionale. Le fonti economiche consultate confermano comunque che il salario resterà sotto la soglia del milione annuo.
Lo stipendio al Milan era molto più alto
Per accettare l’incarico federale, Maldini avrebbe compiuto un sacrificio economico rilevante. Durante la sua ultima esperienza da direttore tecnico del Milan percepiva infatti una cifra vicina ai 2 milioni di euro a stagione, accompagnata da bonus collegati alla conquista dello Scudetto e della Champions League.
Il nuovo compenso potrebbe quindi essere inferiore anche del 60-70% rispetto a quello ricevuto in rossonero. Una differenza che dimostra come la decisione sia stata guidata soprattutto dal prestigio dell’incarico e dalla possibilità di costruire un progetto nazionale di lungo periodo.
Quali saranno i poteri di Maldini
Maldini non sarà un semplice uomo immagine. Avrà voce nella scelta del prossimo commissario tecnico e dovrà sovrintendere non soltanto alla Nazionale maggiore, ma all’intera filiera delle rappresentative giovanili italiane.
Il contratto avrà durata quadriennale e accompagnerà la nuova struttura federale attraverso il prossimo Europeo, fino al Mondiale del 2030. Malagò ha inoltre chiarito di non aver avviato trattative definitive con alcun allenatore proprio perché la scelta del nuovo ct dovrà essere condivisa con Maldini e Leonardo.
Dopo anni lontano da un incarico operativo, Maldini torna dunque al centro del calcio italiano. Guadagnerà molto meno rispetto ai tempi del Milan, ma avrà una responsabilità enorme: ricostruire dalle fondamenta una Nazionale reduce da una delle fasi più difficili della propria storia.
