Anche i giocatori di Serie A hanno diritto alle ferie retribuite. Il calendario sempre più congestionato, però, riduce il tempo realmente trascorso lontano da allenamenti, controlli e programmi atletici.
Quanto durano le vacanze di un calciatore professionista? La risposta ufficiale è quattro settimane all’anno, equivalenti a 28 giorni. Tra campionato, coppe europee, Nazionali e ritiri estivi, tuttavia, il periodo di autentico riposo può essere decisamente più breve.
L’Accordo collettivo tra AIC e Lega Serie A, sottoscritto il 31 luglio 2025, stabilisce che ogni calciatore abbia diritto a quattro settimane di riposo annuale retribuito. Nel conteggio sono però compresi anche i giorni festivi e quelli di riposo settimanale.
Chi decide quando vanno in vacanza i calciatori?
Il periodo non viene scelto liberamente dal giocatore. È la società a stabilire quando concedere le ferie, tenendo conto delle esigenze sportive della squadra.
Normalmente il riposo viene concentrato tra l’ultima partita della stagione e l’inizio del ritiro precampionato. Anche l’eventuale pausa natalizia può essere conteggiata nelle quattro settimane complessive.
Un calciatore, quindi, non può decidere autonomamente di partire durante il campionato. Un permesso nel corso della stagione deve essere autorizzato dal club e viene generalmente concesso soltanto in presenza di particolari esigenze personali o familiari.
Se la società richiama anticipatamente un giocatore dalle ferie, deve rimborsargli le spese di viaggio e permettergli di recuperare successivamente i giorni non utilizzati.
Perché 28 giorni non significano sempre 28 giorni di vacanza
Il principale problema riguarda i calciatori impegnati con le rispettive Nazionali. Mondiali, Europei, Copa América e tornei internazionali possono prolungare la stagione fino a luglio, quando molti club hanno già iniziato la preparazione.
Un giocatore eliminato nelle prime fasi di una competizione può avere quasi un mese per recuperare. Chi raggiunge semifinale o finale rischia invece di rientrare nel proprio club quando il ritiro è già cominciato.
Esiste poi una differenza importante tra ferie e riposo assoluto. Anche durante le vacanze, molti calciatori ricevono:
- programmi personalizzati di allenamento;
- indicazioni alimentari;
- esercizi di mantenimento;
- controlli del peso e della condizione fisica;
- monitoraggio a distanza attraverso dispositivi digitali.
Il corpo non viene sottoposto alle sollecitazioni di partite e allenamenti collettivi, ma il giocatore raramente può interrompere completamente l’attività.
La FIFA chiede almeno 21 giorni tra due stagioni
Il sovraccarico del calendario ha spinto FIFA e sindacati a intervenire. Tra i principi sostenuti a livello internazionale figurano almeno 21 giorni di riposo tra due stagioni, un giorno libero alla settimana e un intervallo minimo di 72 ore tra due partite.
Secondo la FIFPro, tuttavia, per proteggere realmente gli atleti sarebbero necessari un periodo più lungo di autentico riposo e una successiva fase di preparazione prima di tornare a disputare partite ufficiali.
La risposta alla domanda, quindi, è semplice soltanto sulla carta: un calciatore di Serie A ha diritto a 28 giorni di ferie all’anno. Per i campioni impegnati fino in fondo in tutte le competizioni, però, staccare davvero dal calcio sta diventando sempre più difficile.
