Il francese sarebbe stato proposto a diversi club italiani e l’Al-Hilal avrebbe aperto anche al prestito. L’ostacolo decisivo è lo stipendio, ma dietro il mancato ritorno ci sono anche età, costi accessori e scelte tecniche.
Theo Hernández resterà in Arabia Saudita. Almeno per il momento. Juventus e Napoli hanno abbandonato l’ipotesi di riportare in Serie A l’ex terzino del Milan, nonostante il giocatore guardasse con interesse a un ritorno nel calcio europeo.
L’operazione non è saltata per mancanza di qualità. Nella prima stagione con l’Al-Hilal, Theo ha totalizzato 44 presenze e nove gol, contribuendo anche alla conquista della Coppa del Re. Il vero problema è rappresentato da un contratto economicamente quasi impossibile da trasferire in Italia.
Il contratto residuo vale più di 40 milioni
Theo Hernández è legato all’Al-Hilal fino al 30 giugno 2028. Secondo le stime di Capology, percepirà circa 20,4 milioni di euro fissi nella stagione 2026/27, con oltre 40,8 milioni ancora garantiti nei due anni rimanenti.
Le cifre riportate dalle fonti non sono perfettamente uniformi: alcuni media italiani parlano di 20 milioni netti, altri di una somma lorda. Il dato decisivo, però, non cambia: per tornare in Serie A il francese avrebbe dovuto rinunciare a una parte enorme dello stipendio.
Theo guadagnava circa cinque milioni all’anno durante l’ultima esperienza al Milan. Tornare a una cifra compatibile con i bilanci italiani avrebbe quindi significato ridurre il proprio compenso di almeno il 60-70%.
Perché non è bastata l’apertura al prestito
L’Al-Hilal avrebbe manifestato la disponibilità a valutare anche una cessione temporanea. Questa soluzione avrebbe eliminato la necessità di pagare immediatamente un cartellino importante, considerando che il club saudita acquistò Theo dal Milan per circa 25 milioni di euro nell’estate 2025.
Il prestito, però, non avrebbe cancellato lo stipendio. Anche immaginando una divisione al 50% tra le due società, il club italiano avrebbe dovuto investire circa 10 milioni a stagione, ai quali aggiungere eventuale costo del prestito, commissioni e bonus.
Inoltre, dopo nove gol e la vittoria di un trofeo, l’Al-Hilal non aveva ragioni sportive per regalare il giocatore o continuare a pagare la maggior parte del suo ingaggio mentre giocava in Europa.
La Juventus non vuole rompere il tetto salariale
La Juventus ha valutato l’opportunità, anche grazie al rapporto tra Theo e Frederic Massara, che lo conosce dai tempi del Milan. Il club bianconero ha però impostato una politica salariale più sostenibile.
Il compenso più elevato della nuova struttura juventina si colloca intorno ai 6-7 milioni netti, bonus compresi. Avvicinarsi alle richieste di Theo avrebbe significato interrompere immediatamente questa strategia per un esterno che compirà 29 anni il prossimo ottobre e avrebbe un valore di rivendita progressivamente più basso.
Il problema, dunque, non era soltanto trovare i soldi per una stagione, ma giustificare un’operazione potenzialmente superiore ai 25-30 milioni complessivi tra stipendio, commissioni e durata contrattuale.
Il Napoli ha già tre giocatori sulla fascia sinistra
Per il Napoli alla questione economica si è aggiunto un ostacolo numerico. La fascia sinistra è già occupata da Leonardo Spinazzola, Miguel Gutiérrez e Mathías Olivera.
Inserire Theo avrebbe obbligato il club a cedere almeno uno degli esterni presenti in rosa, sostenendo contemporaneamente lo stipendio più elevato del reparto. Per questo gli azzurri hanno preferito destinare le proprie risorse ad altre posizioni.
Il ritorno in Italia non è quindi fallito per ragioni tecniche: Theo resta uno dei terzini più produttivi d’Europa. A bloccare tutto è stato il peso di un contratto saudita che nessun club di Serie A poteva assorbire senza una rinuncia economica molto più consistente da parte del giocatore o dell’Al-Hilal.
