Il calciomercato estivo 2026 ha certificato una distanza economica sempre più evidente tra la Premier League e il resto d’Europa. Il dato più impressionante non è semplicemente che il campionato inglese sia quello che ha speso di più: i club della Premier hanno investito complessivamente circa 4,1 miliardi di euro, più di Serie A, Liga, Bundesliga e Ligue 1 messe insieme.
Sommando infatti gli investimenti degli altri quattro principali campionati europei si arriva a circa 3,22 miliardi di euro. L’Inghilterra, da sola, li supera quindi di quasi 876 milioni.
In pratica, dei circa 7,32 miliardi di euro spesi complessivamente dai cinque maggiori campionati, quasi il 56% arriva soltanto dalla Premier League.
La Serie A è seconda, ma il distacco è enorme
Dietro l’Inghilterra troviamo proprio la Serie A.
I club italiani hanno incassato circa 738,9 milioni di euro dalle cessioni e ne hanno spesi circa 1,163 miliardi, chiudendo quindi il mercato con un saldo trasferimenti di circa -424,2 milioni. La Premier, però, ha investito oltre 3,5 volte quanto speso complessivamente dal nostro campionato.
Il trasferimento più costoso della Serie A è stato quello di Gonçalo Ramos al Milan per 74 milioni di euro, mentre la cessione più ricca è stata quella di Marco Palestra dall’Atalanta al Chelsea per 57 milioni. Una parte importante della spesa italiana è inoltre legata a riscatti già programmati, tra cui operazioni come Hojlund, Openda e Akanji.
In Premier cinque operazioni sopra i 100 milioni
La vera differenza emerge osservando i singoli trasferimenti inglesi.
Durante l’estate ci sono state cinque operazioni da almeno 100 milioni di euro: Enzo Fernandez al Manchester City, Morgan Rogers al Chelsea, Elliot Anderson al City, Bradley Barcola al Liverpool e Sandro Tonali al Tottenham.
La Premier ha incassato circa 2,505 miliardi, ma ne ha spesi 4,097, producendo un saldo trasferimenti negativo di circa 1,592 miliardi di euro.
Tolto il campionato inglese, Serie A, Liga, Bundesliga e Ligue 1 messe insieme chiudono complessivamente con un saldo positivo di circa 204 milioni di euro. È quindi la Premier, di fatto, a generare tutto il forte disavanzo del mercato dei cinque principali campionati.
La Francia fa esattamente il contrario
Il modello completamente opposto è quello della Ligue 1.
I club francesi hanno incassato circa 1,3 miliardi e speso appena 605 milioni, con un saldo positivo vicino ai 695 milioni di euro. PSG e altri club francesi hanno trasformato il campionato in uno dei principali esportatori di talento d’Europa.
La Bundesliga chiude anch’essa in positivo, circa +70 milioni, mentre la Liga registra un saldo di circa -137 milioni. In Spagna, inoltre, ben 532 dei 733 milioni investiti complessivamente sono stati spesi soltanto da Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid.
Il mercato 2026 lascia quindi una fotografia chiarissima: la Serie A rimane il secondo campionato europeo per investimenti, ma economicamente la Premier sembra ormai competere in una categoria completamente diversa.
E se la capacità di spendere continuerà a crescere con questa velocità, il vero rischio per gli altri grandi campionati europei non sarà soltanto perdere i migliori giocatori, ma diventare sempre più spesso il mercato da cui i club inglesi vanno a comprarli.
