Il Como potrebbe dire addio ad Adidas dalla stagione 2027/28 e iniziare a produrre autonomamente le proprie maglie. Una scelta apparentemente sorprendente per un club che sta crescendo anche a livello internazionale, ma che nasconde una strategia economica molto più ambiziosa.
Secondo quanto riportato da Footy Headlines sulla base delle informazioni dello Sports Business Journal, l’attuale accordo triennale con Adidas terminerà al termine della stagione 2026/27. Da quel momento il Como avrebbe intenzione di assumere direttamente il controllo della produzione dell’abbigliamento tecnico.
Il contratto con Adidas non sarebbe una sponsorizzazione milionaria
Il primo dettaglio aiuta a capire molto della scelta. L’accordo firmato dal Como con Adidas nel 2024 sarebbe stato strutturato soprattutto come partnership value-in-kind, quindi basata sulla fornitura di prodotti e servizi, senza un’importante fee di sponsorizzazione versata direttamente al club.
Il Como avrebbe inoltre già mantenuto sotto il proprio controllo diverse attività legate alla personalizzazione, distribuzione e vendita al dettaglio. Se il merchandising continua a crescere, produrre direttamente può diventare economicamente più interessante: significa avere maggiore controllo sui margini, sulle quantità prodotte, sui prezzi e sui tempi di lancio.
Il Como vuole diventare un brand, non soltanto una squadra
Negli ultimi anni il Como ha costruito un posizionamento differente rispetto a quello di un normale club di Serie A. Moda, turismo, hospitality e Lago di Como sono ormai parti della stessa identità commerciale.
In questo contesto avere pieno controllo sulla maglia significa poter decidere autonomamente design, collezioni, quantità e distribuzione. Il Chief Brand Officer Rhuigi Villaseñor, fondatore di RHUDE, ha già trasformato le divise del Como in prodotti sempre più vicini al mondo fashion.
RHUDE 4 FANS cambia completamente lo scenario
Nel 2026 il club, attraverso la propria affiliata Sent Retail, ha lanciato RHUDE 4 FANS, una piattaforma di luxury fanwear pensata per sviluppare merchandising anche per altre società. Il progetto coinvolge realtà come Tottenham, Everton, LAFC, Al-Ittihad e Pisa, oltre naturalmente al Como.
Ed è qui che produrre internamente le maglie diventa qualcosa di molto più importante. Il Como potrebbe utilizzare sé stesso come una sorta di laboratorio commerciale, sviluppare internamente prodotti, supply chain e distribuzione e successivamente offrire lo stesso servizio ad altri club attraverso il proprio modello di Multi-Club Servicing.
Non è quindi una semplice rottura con Adidas
Vista in questo modo, la decisione assume un significato completamente diverso. Il Como non starebbe abbandonando Adidas perché vuole semplicemente cambiare sponsor tecnico. Vuole diventare, almeno in parte, lo sponsor tecnico di sé stesso.
E soprattutto vuole controllare una filiera che potrebbe successivamente diventare un nuovo business B2B: progettare, produrre e vendere merchandising non soltanto per il Como, ma potenzialmente per altri club.
La maglia del Como dal 2027 potrebbe quindi essere molto più di una divisa da calcio: potrebbe essere il primo vero prodotto di un nuovo business globale costruito dal club stesso.
